Nel mondo di Guareschi

Una parte di questo blog è dedicato a Giovannino Guareschi di cui mi sono occupato in una pubblicazione, Il destino di Giovannino Guareschi, Matera 2003. I post relativi a questo autore possono essere visualizzati al link seguente

https://osipblog.wordpress.com/tag/guareschi/

Un gigante della letteratura italiana del Novecento

Giovannino Guareschi è stato uno dei maggiori scrittori di tutto il Novecento. Si calcola – per difetto – che sono state vendute, nel mondo, venti milioni di copie dei suoi libri.

I paesi in cui sono state stampate opere di Guareschi sono: Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Corea, Danimarca, Ex Jugoslavia (serbo, croato e sloveno), Finlandia, Francia, Regno Unito, Germania, Ceylon (singalese e tamil), Malta (lingua maltese), Western Samoa (vernacular fot the Samoans) Giappone, Grecia, India (lingua Maharati, Assamese e Bramina), Islanda, Israele, Libano, Messico, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna (castillano, catalano e basco), Sud Africa, Svezia, Svizzera (tedesco e francese), Turchia, Ukraina, Ungheria, USA.

Recentemente, è iniziata la pubblicazione delle opere di Guareschi in Russia, dove in passato circolavano soltanto traduzioni clandestine. Altre pubblicazioni circolavano clandestinamente anche in lingua vietnamita, bulgara, ukraina e ceka per emissioni radiofoniche (BBC). Diverse le traduzioni in più lingue col metodo Braille. Sono state fatte anche traduzioni particolari: in latino (in Francia), friulano, bergamasco, bresciano, comasco e meneghino.

Dopo le famose e insuperabili versioni cinematografiche girate a Brescello con Fernandel e Gino Cervi, ne sono state girate altre: con Gastone Moschin e Lionel Stander (a San Secondo), Terence Hill e Colin Blakely (a Pomponesco).

Per la televisione la prima serie è stata girata dalla Tv argentina nel 1960 con Ubaldo Martínez e F. Vegal. Poi dalla BBC in Inghilterra nel 1981 con Mario Adorf e Brian Blessed. Infine nel 1987 da Coestrellas in Colombia con Carlos Benjumea (“El Gordo”) nei panni di don Camillo e Hector Rivas in quelli di Peppone. Per il teatro sono state fatte due versioni in lingua tedesca, alcune italiane e una polacca.

I fedeli lettori di Guareschi hanno dato vita al Club dei ventitré con sede a Roncole Verdi (Parma). Giornale ufficiale del Club è il “Fogliaccio”. Sito internet ufficiale http://www.giovanninoguareschi.com

Un elenco delle opere di Guareschi e su Guareschi è disponibile al link seguente

http://www.giovanninoguareschi.com/opere-di-e-su-GG.pdf

Tritto Destino

Il destino di Giovannino Guareschi

Un libro senza censure

Giovannino Guareschi è stato uno scrittore di grande successo, un umorista, un disegnatore e tante altre cose. Ma ne Il destino di Giovannino Guareschi si parla poco della sua opera letteraria e dei suoi numerosi mestieri. Con un linguaggio chiaro e pieno di ironia, si vuole piuttosto difendere la causa per cui Guareschi si è battuto e ciò in cui ha creduto: la verità. La maestra della prima elementare, nei primi giorni di scuola, assegnò al piccolo Giovannino un breve dettato: «devi dire sempre la verità». A questa consegna lo scrittore rimase fedele per tutta la vita.

Fu internato nei campi di concentramento nazisti; negli anni Cinquanta fu messo in galera per tredici mesi e fu per altri otto mesi agli arresti domiciliari. Ma non venne mai meno in lui questa fedeltà.

Il destino di Guareschi è stato segnato dal più grosso tentativo di falsificazione storica dell’Italia repubblicana: il tentativo di occultare l’archivio della segreteria di Mussolini le cui carte – tutte in blocco – furono dichiarate false. Addirittura “falsissimo” fu giudicato il contenuto della borsa del Duce che, alla sua morte, sparì.

Quasi dieci anni dopo, comunque, due fogli che facevano parte di questa borsa finirono nelle mani di Giovannino Guareschi il quale li pubblicò sul suo giornale. Erano documenti del gennaio del 1944 che per Guareschi erano da attribuire a De Gasperi, secondo una perizia calligrafica di cui era in possesso lo scrittore. In una di queste lettere si rivolgeva agli Alleati una richiesta incredibile: il bombardamento di alcuni quartieri di Roma. Come si è detto, questi documenti furono dichiarati opera di abili falsari e Guareschi, che li aveva pubblicati, fu mandato in galera al termine di uno strano processo nel quale gli fu impedito di esibire prove a sua difesa. Sembrò finita così, ma qualche anno prima di morire, Flaminio Piccoli, leader della Democrazia cristiana e amico personale di De Gasperi, riapriva clamorosamente il caso, confessando: «Che il clima politico di quegli anni possa aver influito sui giudici non lo nego». Un modo elegante per dire che, allora, il Tribunale di Milano si piegò alle pressioni dei politici. Così, il “caso Guareschi” è tornato a dividere l’Italia.

Il Novecento è stato definito «il secolo delle persecuzioni». Con questo si fa riferimento soprattutto ai lager nazisti e comunisti o alle vittime dell’integralismo islamico. Ma qualcosa del genere è accaduto anche nell’Italia democratica, governata da un partito cattolico. Quello di Giovannino Guareschi è proprio il caso di un cattolico che è stato perseguitato da altri cattolici. Gli hanno dato la caccia perché – scrissero – «impersona il tipo di italiano da cancellare dalla nostra società. Un uomo che non merita rispetto alcuno».

In realtà, la persecuzione o le ingiustizie subite da Guareschi non sono servite a cancellarlo dalla nostra società, né dal cuore di tantissimi italiani.

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