Liberté pour tous. Blandina, disegno di un vero amore.

«Vi ho chiamato amici». La storia di Blandina di Lione, giovanissima martire del secondo secolo, ci testimonia quanto siano vere queste parole del Signore.

Blandina era una schiava al servizio di una donna benestante della città della Gallia. Per un adolescente, la condizione di schiavitù era particolarmente penosa, non soltanto per la durezza del lavoro di cui uno schiavo solitamente doveva farsi carico. Era penosa soprattutto perché a uno schiavo non era riconosciuto alcun diritto nella società e non era concesso di disporre della propria vita. Chi era ridotto in schiavitù non poteva, per esempio, avere una famiglia propria, non poteva sposarsi. Per Blandina, dunque, come per qualsiasi giovane nella sua condizione, ogni esperienza affettiva che poteva sbocciare era sempre velata di tristezza; perché in nessun caso avrebbe potuto vedere compiersi pienamente il disegno d’amore sulla propria vita e impossibile sarebbe stato giungere al matrimonio. Blandina viveva, però, la sua condizione di schiava con straordinaria mitezza. E, nonostante la fragilità fisica e psicologica della sua età, serviva con devozione la sua padrona.

Ma, imprevedibilmente, qualcosa cominciò a cambiare nella casa. La padrona si poneva ora nuove domande. Da quando aveva iniziato a frequentare la comunità cristiana della città, la donna si interrogava sul significato della fede ricevuta e sul fatto che questa rappresentava un dono troppo grande per tenerlo tutto per sé. Ma a chi comunicarlo se non a quella giovane schiava che viveva nella sua casa? È vero, la condizione della ragazza la privava di ogni diritto, ovviamente anche quello di professare una propria fede; ma era anche vero che nella comunità risuonavano quelle parole del Signore, quella promessa che Gesù aveva fatto a tutti gli uomini: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici».

Fu così che la padrona volle proporre alla sua giovane schiava questa nuova vita: entrare nella comunità cristiana e offrire il suo cuore a Cristo. Nemmeno Blandina poteva immaginare quante cose, quella sua semplice adesione, avrebbe cambiato; non soltanto nella sua vita personale, ma in quella del mondo intero. Tutto era cambiato, a partire dal rapporto con la sua signora che dal momento in cui l’aveva generata alla nuova vita della fede aveva capito di non essere più la sua padrona, ma era diventata per lei come una madre. Da allora, come una vera madre, la ricca signora di Lione, della quale purtroppo non ci è pervenuto nemmeno il nome, volle condividere con la sua Blandina tutte le circostanze della vita.

Anche quando – soprattutto allora – un doloroso destino si prospettò sul cammino della ragazza. Una violenta persecuzione si abbatté sulla comunità cristiana della città e Blandina, la sua padrona e numerosi altri compagni furono arrestati. Tra questi vi era anche il vecchio vescovo Potino; il presule morì subito nella prigione, a causa delle privazioni; gli altri cristiani – una cinquantina – furono destinati all’arena, in pasto alle belve.

Scrive Adalbert Hamman, studioso di patristica: «Blandina venne arrestata con la sua padrona – l’Innominata – che non si curò della propria sorte e pensò solo alla sua schiava che, pensava, per la sua fragilità, non sarebbe stata in grado di affermare pubblicamente la propria fede. Blandina dimostrò un’energia e un coraggio prodigiosi e quando fu condannata al supplizio la sua forza riuscì a stancare i carnefici. Essi si alternarono tutto il giorno, e a sera, alla fine di ogni loro risorsa fisica, guardarono meravigliati quel corpo straziato che respirava ancora».

Il sacrificio di Blandina spinse i cinici spettatori del circo alla commozione e al pentimento. Da ciò scaturì un sorprendente processo di conversione alla fede cristiana che in breve dilagò in tutta la Gallia. Blandina, nella sua eroica semplicità, ha tracciato la via all’emancipazione da ogni forma di schiavitù, rendendo testimonianza alla promessa del Signore: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici».

Con la sua testimonianza, eroica ma nello stesso tempo semplice, questa giovane donna ha demolito l’idea che la libertà sia legata all’esercizio di un potere. Sia, per questo, un privilegio dei potenti o di chi ha una posizione dominante nella società. Blandina ha demolito la base culturale della schiavitù e ha esteso la libertà a tutti. Nella storia, gli uomini hanno dato alla libertà vari nomi. Ma il suo vero nome è forse quello di Blandina.

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