Berta, la donna che ardì avviare la prima automobile

Ci sono uomini davvero straordinari. Ma cosa sarebbero – come si dice – senza una donna al loro fianco? Sarebbero straordinari lo stesso, certamente. Forse, però, arriverebbero a raggiungere i loro scopi meno celermente. Anche nel Vangelo si può leggere di quando, durante una festa di nozze a Cana, si era creata una situazione molto imbarazzante e Gesù, che avrebbe potuto sistemare bene la cosa, se ne stava in un angolo della casa senza intervenire. Non c’era più un goccio di vino; la festa era destinata, quindi, a languire. Si fece avanti allora Maria e propose candidamente a Gesù, suo figlio: «Si potrebbe cambiare l’acqua in vino, caro; che ne dici? Su, fai vedere di cosa sei capace».

Come accostamento sarà forse un po’ irriverente, ma una cosa del genere è capitata un’altra volta, in epoca più recente, a Mannheim in Germania, alla fine del XIX secolo.

Gesù poteva cambiare l’acqua in vino e fare tante altre cose straordinarie. Se non ci fosse stata la madre quella volta alle nozze di Cana, le avrebbe fatte ugualmente? Le avrebbe fatte sicuramente, ma le avrebbe fatte forse più tardi e certamente non allora, non lì. Proviamo a immaginare quale sarebbe stato il dispiacere di quegli sposi di Cana di Galilea.

Tanti secoli dopo, successe che una certa signora Berta Benz ardeva dal desiderio di portare i suoi due figlioletti in visita alla sua adorata madre. Purtroppo, però, la mamma abitava in una città a circa cento chilometri da Mannheim, una distanza che all’epoca doveva sembrare incolmabile. Come fare allora, poiché ancora non c’erano quelle automobili tedesche così belle che ci sono oggi?

Probabilmente, proprio a questo pensava la signora Berta quando un giorno ebbe l’idea di prendere l’automobile per andare a trovare la madre. “Quale automobile?” – direte, giustamente, voi. Beh! La signora era una donna privilegiata, perché suo marito Karl aveva il “privilegio” – così allora si chiamavano i brevetti – per la costruzione delle automobili. Il quale, ingegnere di rara competenza, si era messo in testa di fabbricare una carrozza a motore; senza, cioè, essere trainata da cavalli. E ne aveva fabbricata davvero una. Ma l’aveva lasciata in cortile, più con l’intenzione di far vedere alla gente quanto fosse bravo a costruire cose strane che per farla camminare davvero.

Fino a quando l’intraprendente moglie non vi prese posto insieme ai suoi due figli, accese il motorino di avviamento e partì. Impiegò ore e ore per giungere a casa della mamma, ovviamente, ma ci arrivò. L’impresa non era facile, soprattutto per la scarsa affidabilità dello sterzo e per l’assoluta mancanza di esperienza da parte di chi era alla guida. Anche se bisogna dire, a onor del vero, che non sarà la signora Berta a fare il primo incidente stradale della storia, ma suo marito Karl Benz, l’ingegnere dall’ingegno straordinario. Che beffa!

Il fatto di essere un pioniere dell’automobile, soprattutto se il pioniere è una donna, pone di fronte a non poche incognite. Per dirne una: fare rifornimento lungo la strada. Ebbene, la signora Berta non era di quelle che si perdono facilmente d’animo: seppe trovare in una farmacia il necessario dal quale ricavare il carburante per la sua automobile, proseguendo così la sua folle corsa.

Quali furono i commenti dei contemporanei all’impresa di questa donna? Forse la mamma di Berta fu felice vedendo arrivare la figliola insieme ai suoi eccitatissimi bambini a bordo di quella strana carrozza senza cavalli. Il marito, in un primo momento, potrà essersi anche infuriato. Vedendola allontanarsi, potrebbe essersi messo a urlare: «Dove vai, Berta? Tu dovresti startene in casa a filare!» Anche lui, fuori di sé, avrà forse ripetuto quel verso che poi sarà messo in musica: «E Berta filava / E Berta filava e filava la lana». Karl, comunque, deve essersi placato piuttosto presto. Perché da quel momento in poi all’ingegner Benz di Mannheim, al genio della motorizzazione, cominciarono a giungere, da ogni dove, numerosi ordini di acquisto della sua automobile. Una vera manna dal cielo.

Nel 1883, addirittura, il signor Karl aprì una fabbrica a Mannheim per iniziare la più che promettente produzione industriale delle prime automobili Benz. Avrebbe mai avuto tutta questa fortuna se, quella volta, alla moglie non fosse venuto quell’insopprimobile desiderio di fare una visita a sorpresa alla sua adorata mamma? Cosa ne sarebbe stato dell’ingegner Benz di Mannheim se, invece di lasciarsi tentare dal piacere della guida, banalmente sua moglie Berta se ne fosse stata a casa a filare? O a cantare: «E Berta filava / E Berta filava e filava la lana». Soprattutto, cosa ne sarebbe stato del progresso moderno, delle fortune industriali tedesche e delle magnifiche sorti dell’umanità?

E di noi stessi, cosa ne sarebbe stato?

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